Pregi, Difetti, Vizi e Tare

04.06.2013 15:18

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo della cinognostica e zoognostica, riportando nozioni fondamentali per poter bene giudicare il cane. Di seguito troviamo un schema sui pregi, difetti, vizi e tare.

 

 

PREGI

     Si intende per pregio il perfetto adattamento di una regione in rapporto ad una determinata funzione. Va da sé che l’assieme dei pregi delle diverse parti del soggetto costituisce la bellezza del soggetto stesso.

     I Pregi possono essere assoluti o relativi:

  • Assoluti – Richiesti in tutte le razze senza tenere conto della loro destinazione economica o funzionale (Es. Rene corto – Garretto largo – torace profondo – dorso solido – groppa lunga)
  • Relativi – Richiesti per particolari razze. Vedasi ad esempio il metacarpo (diverso tra trottare o galoppatore); il dorso (diverso tra levriere e P.T.); gli angoli ecc.

 

DIFETTI

     È l’opposto del pregio, cioè quando una regione del corpo è costruita in modo diverso dallo scopo cui il cane è stato destinato.

     Anche i difetti possono essere assoluti o relativi:

  • Difetti assoluti  (rene lungo – garretto esile – ossatura leggera);
  • Difetti relativi  (più o meno gravi secondo le razze)

     I difetti possono essere ancora:

  • Difetti congeniti  (trasmissibili)
  • Difetti acquisiti  (difficilmente trasmissibili).

 

VIZI

     Il vizio è un carattere psichico e di conseguenza sempre trasmissibile, perciò gravissimo. Il vizio entra nel concetto di bellezza psichica di cui abbiamo già parlato.

 

TARE

     La tara è qualunque alterazione della pelle (TARE MOLLI) o delle ossa (TARE DURE).

  • Tare molli – sono infiammazioni delle borse mucose (igromi) che si notano alla punta del gomito delle natiche e dei garretti. A queste tare dobbiamo dare poco conto se è compromessa la bellezza estetica, molto se interessa la funzione.
  • Tare dure – sono rare, a meno che non siano esiti di atti operatori (fratture, amputazioni) oppure entrino nel quadro patologico gravissimo del rachitismo.

     Quindi riassumendo:

  1. un Giudice riconoscendo un pregio assoluto di un soggetto mette in evidenza le condizioni anatomiche e fisiologiche; considerando un pregio relativo dimostra di aver percepito con esattezza il lavoro al quale il soggetto è stato selezionato e destinato.
  2. Nella considerazione dei difetti il Giudice, per dare un giusto valore, deve avere le idee ben chiare in merito alla ereditarietà o meno di questi. Questo ha grande valore perché dal suo giudizio saprà dare la giusta direttiva nell’accettare o meno dei soggetti per la riproduzione.
  3. Sapendo invece valutare giustamente i vizi (sempre ereditari) il giudice dimostra di conoscere bene il valore della bellezza psichica.

 

    

 

tratto da Studio della Cinognostica e Zoognostica del cane